La testa nel pallone – Champions maledetta, la Juventus ci casca ancora

Da oggi il giovane Giacomo Rimo terrà, per tutto il periodo delle vacanze scolastiche (è ancora uno studente di ottimo impianto), una rubrica giornaliera di Sport, con particolare riguardo al calcio, ma non solo ovviamente. Siamo contenti di avere questa opportunità e potere vedere il nostro tempo (ora la parte ludica, domani speriamo altro) con gli occhi candidi e fiduciosi dei giovanissimi. Che sia di stimolo ad altri. Buona lettura.

di Giacomo Rimo

La squadra guidata da Zidane conquista la seconda Champions League in altrettanti anni: è record da quando la Coppa dei Campioni ha cambiato nome; la storia si ripete proprio come 27 anni fa, quando il Milan di Sacchi trionfò per due volte di seguito in campo internazionale nell’89 e nel 90.

Prestazione encomiabile da parte dei “Galacticos” che hanno surclassato gli uomini di Allegri per tutto il secondo tempo, non facendo vedere palla a Dybala e compagni.

Questione di abitudine nel giocare le partite importanti, questa è stata la differenza tra le due squadre in campo. Il Real Madrid è stato bravo, intelligente e anche fortunato nel lasciar fare la partita per tutto il primo tempo alla Juventus, subendo, sì, ma mai dimostrandosi in difficoltà e riuscendo a trovare il gol del momentaneo vantaggio con l’unico tiro in porta effettuato nella prima frazione di gioco.

Dall’altra parte si è vista una Juventus senza voglia e carattere, soprattutto nella ripresa, forse affaticata dalle troppe cariche stagionali o, forse, troppo sicura della sua forza difensiva che, in finale, a dispetto dei soli 3 gol subiti in tutto il cammino europeo, ha dovuto raccogliere il pallone da dentro la porta per 4 volte.

Tanta delusione sia in campo che fuori con l’ancora inspiegabile crollo fisico e mentale della seconda frazione. Nessuno dei cosiddetti “big” è riuscito a incidere su di una squadra posizionata male sul campo da gioco che lasciava troppi spazi per le ripartenze madridiste.

Di certo è mancato lo spirito guerriero, costante in tutta la stagione, che ha permesso alla Juventus di togliersi grandi soddisfazioni, ma non in finale, nonostante un approccio alla gara tra i migliori degli ultimi tempi.

Proprio da questa filosofia bisogna ripartire. E’ necessario ritornare sul campo ad Agosto con ancora più rabbia e cattiveria per quanto successo. La finale ha fatto male ma è stata di aiuto per capire che la Juventus non è ancora al livello del Real e che, per ripartire, bisogna già mettersi sotto da quest’estate con il duo Marotta-Paratici, chiamato a rinforzare la rosa, ad allungare la panchina con nomi di primo livello e a liberarsi degli esuberi e dei giocatori mediocri.

La strada per ritornare grandi in Europa è tracciata, sperando di regalare un sorriso ancora più grande a tutti i tifosi juventini.

 

 

 

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Redazione

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