Why do you love Cotugno? Diario di un salentino in Russia – Settimana 7

Giugno 2016. Mi sveglio. Accendo la TV. Guardo i risultati del referendum britannico e noto uno strano 51% vicino al SI’. Pensavo che il torpore mattutino fosse ancora padrone del mio corpo. È davvero accaduto, sta davvero accadendo o è semplicemente l’ansia per l’esame di economia (ne avrei avuto uno di lì a poco), che
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di Antonio Schiavano Il caldo è una sensazione di malessere. Una terribile disagio che mi perseguita sin da quando sono nato in un torrido agosto salentino. Perché? Perché ti impedisce di fare qualsiasi cosa. Cammino e sudo. Mangio e sudo. Dormo e sudo. Penso e sudo. Sudo, sudo, sudo e la voglia di vivere scivola,
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di Antonio Schiavano Suso per Locatelli. Dai, su ragazzino, l’abbiamo visto tutti che c’è quell’angolino libero, tentalo quel tiro. Lo so che ce la puoi fare, te la spingo io dentro quella palla. Falla roteare per bene nello spazio, falla arrivare lì dove Gigi non può arrivare (Gigi eh, mica Gigio. Lui arriva dappertutto, vero
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Di Antonio Schiavano Di inverno il sole stanco di notte a letto presto se ne va, ma che freddo fa? Neve. Siamo solo ad ottobre, ma è già arrivata. Siamo fuori fumiamo una delle poche sigarette della giornata, sì poche perché costeranno anche nulla, ma a chi va di imbacuccarsi ogni volta? Il vizio resiste
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Ed è giunto anche il momento di prendere la decisione più difficile: quale squadra supportare a Mosca? Per quali colori soffrire ogni domenica? Prima di partire pensavo che la scelta sarebbe facilmente ricaduta sul CSKA. I suoi colori tendenti al rosso-azzurro non lasciavano presagire la possibilità di una scelta differente.  Ma è bastato poco per
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Lezione di russo, interminabile come al solito. Dodici lunghe ore a settimana, un supplizio. Non fraintendetemi non è che non voglia provare ad imparare questa lingua, ma dover sopravvivere in un’aula con dinanzi una professoressa che pretenda tu le parli in russo quando ja nie gavarju po ruschi per niente, è alquanto difficile e provoca
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Aula 109. Forse la scena più divertente vissuta da me e Jasmine, la mia compagna di viaggio (e in molti casi totale ancora di salvezza), in questi primi giorni a Mosca. Entriamo lentamente. Dobbiamo semplicemente ritirare il nostro badge, ma con la nostra scarsa, anzi inesistente, conoscenza del russo ogni piccola richiesta è un’impresa. Alla
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