‘Caro Salento’: la lettera di una ‘fuori sede’ alla sua amata terra

‘Caro Salento’: la lettera di una ‘fuori sede’ alla sua amata terra

‘Caro Salento’: la lettera di una ‘fuori sede’ alla sua amata terra

Da tempo sono fuori dal Salento per ragioni lavorative e di studio. Osservo il mondo e ne assaporo le usanze, che ad ogni assaggio arricchiscono una ragazza come me, nata tra ‘lu fore’ del nonno e ‘lu mare’.

Quando avevo cinque o sei anni ricordo che non esistevano gli mp3 e le melodie più belle che ascoltavo erano il canto delle cicale e il nonno che russava nei suoi pisolini di caldi pomeriggi d’estate.

Si giocava a palla o a raccogliere i fichi dall’albero del vicino, stando attenti a non farsi vedere.

Si tornava a casa al tramonto e ad aspettarmi c’erano il nonno e la nonna che intonavano canzoni allegre e anche malinconiche. “Vento, vento, portami via con te…” cantava mia nonna. E non poteva mancare “mieru, mieru, mieru la là…” quanti colori mi fai cambiar! Quanta vita mi hai regalato Salento mio.

Con la tua pietra leccese, la pizzica, la frisa e i tuoi pomodori rossi come il fuoco, i tuoi trulli antichi.

Sei un mare di tradizioni, che ovunque io vada, aspetta il mio ritorno.

Avrà anche i suoi difetti, ma la propria Terra è un camino sempre acceso.

Io cittadina del mondo porto la voglia di Salento sempre in valigia.

Ricordo le strade del centro di Lecce, i cui edifici barocchi sono candidati ad ottenere il riconoscimento di Patrimonio dell’Unesco. Ho ancora il sapore del mare di Santa Maria di Leuca, di Otranto. Le immagini sono impresse nel cuore, quelle di bellezze come il Castello Aragonese di Otranto.

Indimenticabile è la città vecchia di Gallipoli, con la visita ai suoi piccoli borghi.

E memorabile è il panorama dell’incontro tra il mare Adriatico e lo Jonio a Santa Maria di Leuca. Questo sei, Salento. Unicamente.

Gloria Stella

Gloria Stella

Classe 1992. Sono nata in Salento e me lo porto ovunque io vada. Mi piace scoprire e raccontare tutto quello che vivo scrivendo. Viaggio e rido tanto, e non mi sazio mai.

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