“Care donne, il futuro è nelle nostre mani”

di Laura Rizzo

laurarizzoLa curiosità è donna, chi dice donna dice danno, donna al volante pericolo costante, e così via. Potrei andare avanti ancora per molto. Avete notato??? Tutte definizioni al genere femminile, ma nessuna che sia positiva! Ma, come si dice? “Purché si parli di noi…”

Adesso, poi, a nostro riguardo e nostro malgrado, ci siamo fatte coniare anche un nuovo termine:” femminicidio” che sembra uscito dai campi di sterminio nazisti, e nulla ha da invidiare a quel terribile momento, sia per il numero delle vittime, sia per l’efferata atrocità e la cruda violenza con cui vengono compiuti questi delitti

Sembra di rivivere il Medio Evo, quando quasi tutte le donne erano considerate “streghe” e messe al rogo.

Ma se ci pensiamo bene, la nostra condanna risale a molto tempo prima: sin dalla creazione del Mondo infatti, anche Dio, ha attribuito ad Eva il “peccato originale”.

E non è forse Eva nata dalla costola di Adamo e quindi considerata un essere inferiore???

sediefemminicidioIn Italia il femminicidio è la causa principale della morte di donne tra i 14 e i 45 anni e la percentuale più alta si registra al nord. Trattare i numeri dei femminicidi che avvengono nel nostro paese è molto complicato dal momento che nessuna istituzione o ente si occupa di dare conto di questo terribile fenomeno.

Molto spesso questi delitti sono annunciati, perché preceduti da anni di maltrattamenti sessuali, psicologici, fisici, economici; l’odio che si consuma contro le donne infatti, difficilmente è causato da un raptus, e difficilmente avviene senza avvisaglie all’ ambiente circostante o familiare. Non si può quindi voltare la testa da un’altra parte quando le circostanze preannunciano un rischio che si può trasformare in qualcosa di irreparabile.

Ma come possiamo fermare questa mano omicida, che si è messa in azione e sembra non guardare in faccia nessuno?

Non sono risparmiate infatti né mogli, né fidanzate, né madri, né figlie; questa mano, che il più delle volte è mossa dalla ” gelosia malata”, di chi ci vive accanto e che tutto fa tranne che amarci. Perché non si tratta di amore, ma di possesso, non si tratta di gelosia, ma di delirante potere tra sessi. I numeri sul femminicidio non lasciano spazio all’immaginazione infatti, i casi di donne uccise purtroppo è in netto aumento e per trovare una soluzione ad un problema, bisogna partire dalle cause e a quanto pare una delle principali sarebbe la crisi, ma la crisi economica è stata accompagnata secondo me da una crisi di valori e non si può certo negare che la televisione ed internet abbiano contribuito a svilire la figura femminile

no-violenza-donne1Una delle soluzioni al femminicidio dovrebbe consistere quindi   nell’abbattere la cultura maschilista, eliminare la mancanza di educazione e di rispetto  nei confronti delle donne , e per evitare che i figli maschi sviluppino  odio nei confronti di esse   dovrebbero essere liberi di vivere le loro esperienze maschili in modo da  sviluppare  la loro virilità, senza l’ atteggiamento  iperprotettivo delle madri, dato che alcuni uomini sfogano sulla propria donna la mancanza di potere o autonomia che gli è stata negata da piccoli .  Le vittime poi hanno bisogno di giustizia e di supporto, devono sapere che non sono sole. Gli autori di violenze sessuali, che spesso perpetuano i reati, vanno invece riportati all’umanità. E poi bisogna educare, sin dalla prima infanzia, alla non-violenza, al rispetto delle relazioni. Parlare di violenza significa porsi di fronte ad uno specchio: dobbiamo capire che anche noi, più o meno consapevolmente, possiamo sempre commettere atti di violenza, quando veniamo a esercitare azioni di potere, coercizione o strumentalizzazione nei confronti di altre persone. Questo è il primo passo, a partire da noi, altrimenti sarà difficile liberarci dalla violenza».

 Solo in questo modo forse, si potrebbe cominciare a camminare insieme con i “signori maschi”, che tanto si vantano di essere il sesso forte.

Io non promuovo movimenti femministi, sia ben chiaro, ma condanno e aborro ogni forma di violenza verso di noi.

Redazione

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