Calcio: le ragioni del successo di questo sport

Calcio: le ragioni del successo di questo sport

Calcio: le ragioni del successo di questo sport

Secondo Desmond Morris, zoologo ed etologo autore del libro “La tribù del calcio”, il calcio è il più importante rituale tribale dei nostri tempi e proprio questa sua dimensione tribale spiega le grandi passioni che suscita nei suoi numerosissimi seguaci. Sappiamo bene che una delle attività principali delle tribù primitive era la caccia che, per quanto ad una prima analisi non si direbbe, ha molti aspetti in comune con il calcio.

L’ assunto di partenza è che l’attitudine alla caccia ci ha sempre differenziato dalle altre specie animali, permettendo un’evoluzione delle nostre caratteristiche fisiche e mentali e rendendo necessaria la collaborazione tra umani. Quando l’uomo incominciò a coltivare la terra e ad allevare gli animali, la caccia non fu più necessaria per la sopravvivenza, ma continuò ad essere praticata per scopi ricreativi. Nel corso dei secoli sono state tante le forme di intrattenimento legate all’uccisione degli animali (basti pensare a quelle che si tenevano nel Colosseo!), solo nell’Ottocento una maggiore sensibilità nei confronti di questi esseri viventi fece sì che l’attenzione fosse rivolta ai giochi con il pallone, già praticati in epoca classica.

Il calcio rappresenta proprio una forma di pseudocaccia, in cui il cacciatore-giocatore usa l’arma-pallone per conquistare la preda-porta. La presenza della squadra avversaria, poi, rende tutta questa operazione più difficile ed impegnativa, facendo del calcio lo sport più simile alla caccia per impeto, inseguimento, necessità di cooperare e di prendere la mira.

Nel calcio, inoltre, sono presenti un elemento bellico dato dal superamento dell’avversario con la vittoria e un elemento pseudoreligioso, si parla intatti di “fede” per una squadra la cui vittoria arreca felicità ad un gruppo di tifosi, ad una città o ad un’intera nazione. Questo sport, poi, è un vero e proprio spettacolo con i suoi eroi, i suoi emblemi e i suoi trofei.

Gli eroi del calcio sono i giocatori, sempre più idolatrati e al centro dell’attenzione e, proprio per questo motivo, spesso scaramantici, come piena di magia e scaramanzia era la vita incerta e rischiosa delle tribù primitive. Al pari di ogni tribù, anche le squadre di calcio hanno il loro simbolo sacro, quasi sempre posizionato sul petto, all’altezza del cuore: lupi, leoni, tori, aquile, guerrieri e torri, simboli di forza, astuzia, rapacità e coraggio, tutte caratteristiche necessarie per accaparrarsi il trofeo. Tale trofeo è oggi rappresentato da una coppa gigante, probabilmente perché gli antichi greci si passavano una coppa dalla quale bere in segno di ospitalità ed onore; la grande coppa viene mostrata in un giro di campo ai tifosi che, come una tribù vittoriosa, sfoggiano bandiere e sciarpe e suonano tamburi e trombe.

C’è, però, un cambiamento prodottosi nel XXI secolo: le squadre erano un tempo possedute da imprenditori locali che avevano un legame con il territorio e ne erano i primi tifosi, mentre oggi sono approdati nei top club dei miliardari stranieri, questi assicurano fiumi di denaro, ma sono estranei a quell’identità tribale che corre il rischio di essere venduta allo show business.

Gabriella D'Aquino

Gabriella D'Aquino

Nata a Lucerna, ma cresciuta a Casarano, dove attualmente vivo. Mi sono laureata in Giurisprudenza a Bari e lavoro come operatrice in un call center. Tra codici di diritto e consulenze telefoniche, coltivo due grandi passioni: il canto e la scrittura. Cantando e scrivendo mi sollevo da terra e comincio a girovagare tra le nuvole... un posto che adoro!

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