2017: l’Europa investe in ricerca militare

L’approvazione del bilancio europeo 2017 ha suscitato delle polemiche tra i menbri della coalizione della società civile europea riunita sotto la sigla Enaat (European Network Against Arms Trade). Una delle realtà facenti parte di questo network è Rete Disarmo, che attraverso un comunicato ha portato in Italia le motivazioni di tali avversioni verso l’approvazione dell’ultimo bilancio europeo.

È stata finanziata un’azione preparatoria per la ricerca militare con 90 milioni in 3 anni, come parte di un più ampio Piano d’Azione a favore dell’industria degli armamenti.

L’Unione Europea è già oggi al secondo posto nel mondo in termini di spese militari, che ammontano, infatti, a 217,5 miliardi di euro (somma per tutti gli Stati membri). È proprio alla luce di ciò che si può leggere l’opposizione dei membri dell’Enaat. Wendela de Vries, coordinatrice della ONG olandese Stop Wapenhandel, afferma: «Ciò equivale a sovvenzionare l’industria degli armamenti europea, che già beneficia in gran parte di denaro pubblico attraverso altri canali nazionali”.

Si legge nel comunicato di Rete Disarmo che “Questa decisione rappresenta anche un cambio di paradigma fondamentale del progetto europeo. Finora i fondi europei per la ricerca sono stati strettamente limitati ad utilizzi finali di natura civile, anche se l’industria militare potrebbe già accedere a tali fondi attraverso progetti più ampiamente legati alla sicurezza o a materiale ‘dual-use’”.

Il piano d’azione a cui si accennava prima, di cui questi 90 milioni dovrebbero essere solo un’azione preparatoria, fa riferimento a agli anni 2021-2027. È, infatti, oggetto di dibattito politico l’idea di stanziare 3,5 miliardi di euro per un progetto europeo di ricerca per la difesa. Alla luce di tutto ciò Bram Vrancken, della ONG belga Vredesactie, si augura che il dibattito in merito a questo progetto futuro sia “molto più ampio, approfondito e condotto congiuntamente da diverse Commissioni, includendo sistematicamente voci critiche della società civile per controbilanciare gli interessi del settore industriale armiero”.

Tale affermazione nasce dalla mancanza di trasparenza nei confronti dei cittadini verificatasi durante il processo che ha portato all’inserimento dei 90 milioni nel bilancio. In questo processo infatti, un Gruppo di personalità (GoP), composto da 9 rappresentanti dell’industria militare su 16 membri totali – gli altri provenivano per lo più da Stati membri e istituzioni UE –  ha lavorato per 18 mesi al fine di “dare consigli” alla Commissione europea sul contenuto e le modalità di questo finanziamento. “Questo Gruppo di Personalità non è mai stato ufficialmente inserito nel registro dei gruppi di esperti della Commissione”, commenta Ann Feltham, coordinatrice delle attività parlamentari per la Campaign Against Arms Trade nel Regno Unito.

“Accettando senza condizioni questa Azione Preparatoria, il Parlamento europeo ha in un certo senso votato un assegno in bianco per l’Agenzia Europea per la Difesa (EDA) e per l’industria delle armi nel suo complesso, e si è privato di qualsiasi leva per influenzare l’uso e le modalità di questo finanziamento, che non sia una banale verifica ex-post”, afferma Tony Fortin, Presidente dell’Observatoire des armements in Francia.

Se davvero il progetto 2021-2027 verrà attuato e finanziato allo stesso modo, cioè senza controllo, l’industria delle armi avrà accesso a una vasta gamma di strumenti finanziari e di strategia politica dell’Unione Europea, come la Banca europea per gli investimenti, i fondi Strutturali e di Investimento (EFSI), il programma COSME, i Fondi regionali di sviluppo (FESR) e addirittura anche l’Erasmus+. Tutti messi a servizio per garantire i profitti a lungo termine dei commercianti di armi.

È una politica questa che se portata avanti, come teme Laëtitia Sédou, Programme Officer UE per ENAAT, “Contribuirà ad accelerare la corsa agli armamenti con il risultato di mettere armi sempre più sofisticate a disposizione di attori belligeranti in tutto il mondo.

Avatar

Marco Mariano

leave a comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Create Account



Log In Your Account