Arrivederci, professor Mastai

Di Paola Panarese

L’esperienza di insegnamento presso il Liceo Classico “Brocca” di Casarano mi ha offerto la possibilità di incontrare allievi speciali e Daniele Mastai è stato il più speciale di tutti. Come si fa a parlare di lui? Come si fa a descrivere con degli aggettivi la limpidezza, la trasparenza, la profondità… l’immenso. Daniele era limpidezza, trasparenza, profondità, immenso e molto altro ancora. Il cordone di profonda stima e smisurato affetto che ci ha legati fin dal primo incontro in quell’aula della IV A ginnasiale non si era mai spezzato, neanche dopo il conseguimento, cum laude, del Diploma. Daniele mi telefonava costantemente, dapprima per informarmi dei suoi successi universitari, poi per confrontarsi con me su metodologie e criteri di verifica e valutazione. Era bello raccontarsi e confrontarsi. Daniele non trascurava mai neanche il minimo dettaglio. Adoravo ed adoro la sua onestà intellettuale e il suo spirito critico che si manifestavano con vigore anche quando si discorreva di politica e di attualità. Onesto, leale, rispettoso, non ha mai smesso di darmi del Lei e di chiamarmi “Professoressa”, neanche quando siamo diventati colleghi. Adorava immensamente le lettere classiche. Traduceva brani dal Latino e dal Greco quotidianamente, per diletto e… “per non perdere l’allenamento”. Amava la Storia, la Filosofia, il Diritto e l’Economia e ne era un profondo conoscitore. Incarnazione dell’unità del sapere, aveva studiato il sanscrito, per suo conto e diletto. Per apprendere il tedesco aveva scelto di fare l’Erasmus in Germania, solo dopo aver ultimato gli esami universitari, “… perché non si dica, Professoressa, che sia ricorso ad espedienti per rendere il percorso universitario più agevole”. Amava profondamente il suo lavoro di Docente. Mi parlava spesso dei suoi allievi, soprattutto di quelli della seconda A Internazionale, ai quali cercava di inculcare i suoi stessi sani principi e il valore dell’onestà e della correttezza. “Essere Docente – aveva scritto – non vuol dire sentirsi importante, ma essere importante per qualcuno”. È proprio così! Daniele Mastai è stato importante non soltanto per i suoi allievi, ma per tutti coloro che hanno avuto la fortuna di incontrarlo. Un maestro di vita, di stile e di comportamento. I suoi “segni”, scolpiti nelle coscienze, sono destinati a rimanere indelebili e a sopravvivere alla caducità dell’essere. Nell’ultima sua telefonata, un mese prima del tragico evento, Daniele mi ha parlato dettagliatamente delle prove svolte al concorso a cattedra ed io, invece, gli ho raccontato della partecipazione delle mie allieve del Liceo Economico Sociale ad un concorso sul tema del caporalato. La telefonata si è conclusa con un sogno, espresso, più o meno, così: “Immagini, professoressa, io e lei colleghi al Liceo Classico di Casarano, a progettare insieme unità di apprendimento, lei con le sue tematiche di cittadinanza attiva e di legalità ed io con i miei autori classici preferiti, per mettere insieme l’attualità e il mondo classico”. Daniele caro, semmai un giorno riuscirò a progettare un’unità di apprendimento con le colleghe del Liceo Classico, quell’unità avrà il tuo nome, perché possa avere realizzazione il tuo sogno.

Arrivederci, Professor Mastai, per sempre nei miei pensieri e nel mio cuore.

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