Appunti di storia religiosa tavianese. Viaggio tra le chiese cittadine

Il compianto concittadino, Maestro Antonio Schito, nel Giornale della Parrocchia San Martino «Comunità in cammino» del 1997, iniziava la trattazione sulle origini del Cristianesimo nella nostra città con questa prolusione: «Chi si accinge a leggere la storia del cammino nella fede di una comunità si aspetta di trovare risposte a domande come queste: quando e ad opera di chi la comunità è diventata cristiana? Quali sono state le più importanti vicende dei primi tempi della Chiesa tavianese? È giusto conoscere le origini, devo, tuttavia, annotare che documenti certi non ne abbiamo molti».
La prima comunità cristiana di Taviano era raccolta attorno all’Abbazia di Civo, dedicata alla Vergine dell’Annunziata e retta dai Padri Basiliani, risalente alla fine del XI e l’inizio del XII secolo e voluta da Goffredo il Normanno. Le celebrazioni liturgiche si svolgevano col rito greco. Lo si evince da una lapide, trovata a Civo e posta sul sepolcro di Galliperto, recante la data del 1120.
Nel 1373 esisteva e operava a Taviano un protopapa di rito greco, corrispondente all’arciprete dei latini, il quale venne tassato di un ducato dai legati pontifici per appropriazione indebita.
Taviano si chiamava Ottaviano ed era abitata da 100/120 abitanti. Nel 1412, l’abate Giovanni De Epifanis dei benedettini ha redatto una relazione sulla diocesi di Nardò elencando i ventidue centri urbani e precisando il numero degli abitanti di ognuno di essi.
In Taviano, Casale dei latini, abitavano 350 persone. Non abbiamo, però, certezza della sua attendibilità. Nel 1456, l’8 maggio, il Vescovo di Nardò Ludovico De Pennis compì la visita pastorale a Taviano e nella relazione fece scrivere che la Chiesa Maggiore di Taviano è dedicata a San Martino. Elencò anche le altre Chiese: San Salvatore, San Giuliano, San Nicola e San Pietro. È di questo periodo la vicenda di una nostra concittadina che si distinse, come monaca delle clarisse, per intensità di vita cristiana e zelo monacale, Suor Sancia Foggetta, che divenne dapprima Badessa del monastero di Lecce e successivamente di Conversano, dove morì nel 1484.
Il 10 ottobre del 1620 il Vescovo Gerolamo De Franchis, della famiglia De Franchis feudataria di Taviano, nella visita pastorale rilevò, oltre alle Chiese, già citate nelle precedenti visite, una grande cappella dedicata a San Martino.
A ricordo della sua visita, il Vescovo De Franchis dona alla Chiesa San Martino un calice d’argento, conservato in sacrestia.
chiesa-ss-crocifisso-tavianoNei registri parrocchiali dell’epoca è annotata la vicenda di una ragazza turca che venne strappata alla sua terra e venduta a Taviano alla famiglia Tronci. La ragazza si chiamava Mostik e fu battezzata dall’arciprete Angelo Tronci nel 1685 col nome di Agnese Fortunata. Rimasta erede di tutta la proprietà dei Tronci, ridonò ai legittimi discendenti i beni ricevuti chiedendo in cambio la costruzione di quattro conelle (chiesette): una a ponente dedicata alla Madonna Addolorata, un’altra a tramontana dedicata anche questa all’Addolorata, una terza a levante dedicata allo Spirito Santo e una quarta a Scirocco dedicata a San Giuseppe.
Il 19 novembre del 1719 il Vescovo Antonio Sanfelice fece anch’egli la visita pastorale della diocesi rilevando che a Taviano, oltre alle Chiese già conosciute, esistevano la Chiesa del SS. Crocifisso, la Chiesa dell’Immacolata e la Chiesa della Madonna delle Grazie (oggi cappaddhuzza). Nella stessa relazione si legge che nella Chiesa di San Martino c’era l’arciprete don Domenico Antonio Liaci, coadiuvato da otto sacerdoti, 7 aspiranti al sacerdozio e due diaconi selvatici, questi ultimi curavano l’evangelizzazione nelle campagne. Nello stesso contesto ecclesiale operavano anche due chierici sposati. Il vescovo Sanfelice annota inoltre che vicino alla Chiesa e al parroco c’era un’associazione di “monache domestiche” dette “bizoche” che avevano l’obbligo di frequentare le funzioni, aver cura della Chiesa e aiutare il parroco nell’esercizio delle sue mansioni. Nella stessa relazione si legge che, collegato alla Chiesa delle Anime (attuale municipio), esisteva un piccolo ospedale retto dai monaci dell’Ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio.
Ricordiamo, infine, che nei documenti del notaio Giuseppe Previtero abbiamo scoperto questa notizia: «il 31 gennaio 1767 cascò la colonna di San Martino per essersi voltato un terribilissimo vento di maestro». La fotocopia del documento è conservata nell’Archivio parrocchiale e la Colonna è stata ricostruita nelle celebrazioni dell’Anno Martiniano e benedetta dal Cardinale Lopez Trujillo il 9 novembre del 1997.
Gli avvenimenti successivi fanno parte della storia contemporanea che vede, dal 1927 al 1941, l’arciprete don Luigi Bruno impegnato al rifacimento del il pavimento della Chiesa San Martino, ancora in terra battuta, e l’arciprete don Gennaro De Lorenzis, che nel 1953 ha ristrutturato la facciata della stessa Chiesa Matrice.
Il 15 settembre del 1952 la Chiesa della Beata Vergine Maria Addolorata fu eretta parrocchia dal Vescovo diocesano Monsignor Corrado Ursi, in seguito cardinale e arcivescovo di Napoli.
Primo parroco della nuova parrocchia è stato don Luigi Antonazzo, di Copertino.
L’attuale Chiesa-Santuario dell’Addolorata risale al 1642, fu costruita come cappella del convento dei Frati Riformati e dedicata a Sant’Antonio da Padova.
In seguito fu dedicata alla Beata Vergine Maria Addolorata, alla quale i cittadini riservano, anche oggi, una particolare e filiale devozione, cresciuta molto in seguito ad alcuni interventi prodigiosi attribuiti alla Madonna. Il primo nel 1866 contro il colera e il secondo nel 1894 contro la meningite.
Il culto alla Vergine Addolorata ha il suo momento culminante nella processione, che si snoda per le strade della città ogni anno nella terza domenica di febbraio, seguita con grande devozione da moltissimi fedeli.
Il 5 giugno 1970 la Chiesa di Mancaversa, frazione di Taviano, con 190 abitanti, venne eretta parrocchia dal Vescovo Monsignor Antonio Rosario Mennonna e fu dedicata alla Vergine Maria Immacolata. Il primo parroco è stato don Pompeo Cacciatore.
Dagli anni Sessanta fino agli anni Ottanta tutte le Chiese, esistenti in Taviano hanno subìto ristrutturazioni e rifacimenti del pavimento, sotto il quale si conservavano cadaveri e ossa degli abitanti deceduti nei secoli precedenti.
Certamente questo articolo non è né completo né esaustivo di tutto il periodo storico esaminato, ritengo tuttavia che sia sufficiente e utile per comprendere le nostre origini religiose e per suscitare la curiosità di coloro, che, innamorati della propria città, volessero approfondire la conoscenza e la cultura del territorio, che li accoglie cittadini e cristiani.
«Questa è la nostra storia di cristiani, storia di un passato remoto e prossimo e di un presente tutto nostro, diverso da quello dei nostri antenati, per i quali non c’era nulla al di là della loro Chiesa».

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