Ancora un cane avvelenato: l’appello dei volontari di Spirito Randagio

Ancora un cane avvelenato: l’appello dei volontari di Spirito Randagio

Ancora un cane avvelenato: l’appello dei volontari di Spirito Randagio

Siamo stati contattati da Matteo Cazzato, che da anni è impegnato a combattere il fenomeno dell’abbandono di cani insieme agli amici dell’associazione Spirito Randagio. Matteo ci racconta un orrendo episodio di avvelenamento avvenuto  pochi giorni fa a Mancaversa, marina di Taviano. Grazie al tempestivo intervento dell’associazione Spirito Randagio, una povera bestiola è stata salvata da una morte crudele, ad un altro cane del gruppo, purtroppo, è toccato un destino crudele. (G.P.)

Salve lettori, sono Matteo Cazzato, referente di Spirito Randagio, associazione animalista associata al gruppo  ODV Caas ETS (Coordinamento associazioni animaliste salentine).

Come associazione ci occupiamo di curare il benessere di animali ricoverati nei canili convenzionati e vaganti sul territorio, cani e gatti randagi.

Sento il dovere di scrivere questo articolo proprio per esporre una vicenda legata ad un gruppo di randagi dimorante a Mancaversa. 

Premesso che ogni animali, di qualunque specie esso sia, di proprietà o vagante, è tutelato dalla legge 281/91 ed espressamente all’art. 544-bis, che prevede la reclusione con un minimo di 18 mesi per chi uccide un animale per crudeltà o senza necessità, è proprio di violenza  su Kyra e Ciccio  che vogliamo parlare.

Purtroppo, ancora oggi, la connivenza uomo-animale è per diversi soggetti qualcosa di incomprensibile, si nota in alcuni elementi una certa intolleranza verso chi non appartiene alla razza umana, pretendendo così di avere la meglio sugli animali, ed ove il germe del male è ben radicato, in caso di presenza scomoda di questi ultimi, agisce armando la propria mano di qualunque oggetto in grado di offendere o addirittura uccidere.

Quattro randagi stanziavano a Mancaversa, più precisamente nella zona attraversata da viale Magna Grecia, di loro si prendevano cura l’assicurazione Spirito Randagio insieme ad alcuni residenti. Ma tra questi residenti c’è chi mal sopporta la presenza di cani randagi e, guidato dalla sua mente criminale, ha sparso del cibo avvelenato con il chiaro intento di sbarazzarsi delle quattro bestiole.

La sera del primo di siamo stati contattati da un residente in via Amalfi (traversa di viale Magna Grecia) per avvisarci che uno dei randagi, Kyra,  giaceva a terra moribondo.

Giunti sul posto, si presentava ai nostri occhi una scena raccapricciante, la povera Kyra era riversa a terra  al centro strada, su un fianco sotto la pioggia battente, priva di forze in preda a vomito, dissenteria, scialorrea e spasmi, tutti sintomi riconducibili ad avvelenamento. Abbiamo così deciso, dopo aver avvertito la locale polizia municipale, di ricoverare Kyra dal primo veterinario che si è reso reperibile. Nonostante le condizioni precarie, l’intervento della dottoressa Roberta Peschiulli si è rivelato efficace, tant’è che Kyra, dopo 5 giorni di ricovero, è stata dimessa non più in pericolo di vita.  

Il giorno seguente (2 dicembre) uno dei residenti che si prendevano cura dei quattro randagi, ci avvisava che un altro cane, Ciccio, non era più in gruppo con gli altri e, quindi, iniziamo la ricerca, durata più giorni, sino al macabro ritrovamento del cadavere di Ciccio. 

In un Paese che vuole far valere i diritti degli esseri viventi, dove per fortuna la parte sana della comunità è in maggioranza, ci si ritrova ancora a dover fronteggiare emergenze derivanti da criminose prassi impunite fino a decenni fa, ma che oggi non possono esserlo assolutamente. Continuiamo a scoprire periodicamente atti di crudeltà inaccettabili e punibili dalla legge in quanto costituiscono reato.

Colpire vite innocenti è la sintomatologia dell’esistenza nel nostro tessuto sociale, di anime vili, spesso frustrate che sfogano la propria ira verso chi non ha voce e non può difendersi. Tali soggetti, oltre ad essere un pericolo per gli animali, lo sono anche per l’uomo in quanto il cospargimento di veleni su suolo pubblico mette in pericolo la vita di chiunque, esseri viventi ed ambiente.

Chi ha sposato la causa animalista come noi, darà sempre voce agli ultimi, ai randagi e agli animali in generale, affinchè ne prevalgano i diritti al pari di quelli dell’uomo. Chiediamo inoltre agli organi responsabili e preposti alla tutela ambiente-animale, Asl, amministratori e forze di polizia, di esserci accanto, di non lasciarci soli a combattere una lotta silente ma che impegna molte forze fisiche, psichiche ed economiche.

Chiediamo maggiori controlli sulla vendita di sostanze tossiche, ove possibile maggiore presenza sul territorio degli organi di controllo, chiediamo che si inizi un percorso si sensibilizzazione rivolto alla comunità cittadina, percorso che veda particolarmente coinvolti i bambini della scuola primaria. 

Non vogliamo ancora dover vivere con il timore che tutto possa nuovamente succedere, tutto possa ripetersi, non accettiamo il fatto di dover dire addio ai nostri randagi nel peggiore dei modi, vedendoli morire tra atroci sofferenze tra le nostre braccia,  Kyra e Ciccio sono  solo l’ultima di una serie che ha visto molti morti tra gli animali vaganti.

Vogliamo fortemente una Taviano amica degli animali, e non mancheremo nel contribuire a pieno, impegnandoci senza riserve a rendere la nostra città e la nostra comunità, un posto in cui un randagio a cui venga riconosciuta da chi di competenza, la possibilità di vivere sul territorio, possa essere al sicuro, sentirsi amato, ma soprattutto tollerato, perché l’intolleranza genera solo violenza.

Ci preme ringraziare la dottoressa Roberta Peschiulli per la disponibilità e prontezza nel salvare la vita di Kyra.

Redazione

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