All’improvviso abbiamo da riflettere

Vergogna! Facciamo nostro questo forte termine riusato ieri da Papa Francesco, sentendoci in dovere di fare da cassa di risonanza al pensiero che ieri ha smosso gli animi. Sicuramente, almeno i nostri. Non è stata la predica di chi troppo spesso viene accusato di parlare senza far nulla, rifugiandosi dietro la talare.  È, invece, il grido di un pastore, che vede le sue pecore allo sbando, il richiamo di una guida spirituale alla fratellanza, alla misericordia.

Glaciale la considerazione fatta sul confronto finanza-immigrazione:

«Che cosa succede al mondo di oggi che, quando avviene la bancarotta di una banca, immediatamente appaiono somme scandalose per salvarla, ma quando avviene questa bancarotta dell’umanità non c’è quasi una millesima parte per salvare quei fratelli che soffrono tanto?».

Un attacco frontale alle “casematte del potere” di Bruxelles e non solo. Si sta allungando sempre più la lista degli omicidi compiuti dall’Europa, o meglio dai politicanti che ne sono a capo. Sì, perchè siamo noi l’Europa e non solo loro. Al di là di questo, bisognerebbe mettere da parte i pregiudizi, le ideologie, gli interessi e capire che prima di tutto fratelli. Non è perbenismo, è la realtà, è qualcosa che abbiamo già dimostrato di essere. Si è perso, forse, tutto questo?

«Il futuro dell’umanità non è solo nelle mani dei grandi leader, delle grandi potenze e delle élite. È soprattutto nelle mani dei popoli; nella loro capacità di organizzarsi ed anche nelle loro mani che irrigano, con umiltà e convinzione, questo processo di cambiamento».

Le responsabilità sono di ognuno di noi. Non è da codardi chi lascia a qualcun’altro il proprio destino e poi pretende di criticare, restando sempre nel suo recinto senza guardare oltre il proprio naso? Troppo facile far valere le proprie ipotesi sui social. Si è, purtoppo, passati dalle più grandi forme di protesta del passato, con le grandi conquiste che esse hanno fruttato, al “condividi anche tu se sei indignato”. Questo siamo diventati, e Papa Francesco ieri ci ha tirato uno schiaffo, come potrebbe fare solo un padre, un richiamo al riprendere le redini delle nostre vite.

Il papa ha poi annunciato di volersi occupare direttamente della sezione del Dicastero per lo sviluppo integrale dell’uomo, che si occupa di tutto ciò, perché:

«Anche la Chiesa può e deve, senza pretendere di avere il monopolio della verità, pronunciarsi e agire specialmente davanti a situazioni in cui si toccano le piaghe e le sofferenze drammatiche, e nelle quali sono coinvolti i valori, l’etica, le scienze sociali e la fede».

Ovviamente la speranza è che queste parole abbiano smosso l’animo di qualcuno più importante di noi, perché, nell’immediato, è a loro riservata la possibilità e affidato il compito di salvare questi nostri fratelli.

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Marco Mariano

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