Ad resurgendum cum Christo: Istruzione della Chiesa sulla cremazione

di Don Salvatore Barone  

Ricordiamo che l’ultima delle opere di misericordia spirituale recita: “Pregare per i vivi e per i morti” e l’ultima delle opere di misericordia corporale recita “Seppellire i morti”.

“Seppellire i morti è una prassi secolare vigente da tempo immemorabile in occidente anche nel mondo laico.

Si seppellivano fuori dall’abitato perché i defunti non dovessero tornare e turbare la vita dei vivi.

In Italia secondo la legge delle Dodici Tavole  era proibito il seppellimento in urbe.

Più tardi i cristiani cominciarono a seppellire i loro martiri nel luogo dove venivano uccisi; San Pietro, San Paolo, San Lorenzo.

Nel secondo secolo si cominciò a seppellire nelle catacombe i santi e quei cristiani che desideravano rimanere accanto a loro anche dopo la morte.

Nel Medioevo, per rendere più visibile la comunione dei Santi si cominciò a seppellire accanto o dentro le Chiese.

Il 12 giugno 1804 Napoleone con l’editto di Saint Cloud decretò che i morti venissero sepolti nel cimitero, che ogni comune aveva l’obbligo di costruirlo. Decretò anche che il morto doveva essere sepolto entro le 20 ore dopo la morte e 48 ore per chi moriva improvvisamente.

 

Domanda: perché la Chiesa ha scelto oggi di emanare questo documento?

Perché la prassi della cremazione si è molto diffusa in questi ultimi anni:

al Nord-Italia con il 70,8%,

al Centro con il 19,9%

al Sud con il 3,3%. Al sud la morte di un familiare è un evento da vivere con la comunità.

Quali sono la cause di questo aumento?

a) motivi economici;

b)  motivi di spazio specie nelle grandi città.

Si risparmia perché dopo, col tempo, in un solo loculo si mettono le ceneri di più parenti.

Quali sono in dettaglio le indicazioni dell’istruzione?

  • La Chiesa preferisce sempre l’inumazione perché il cristiano dovrebbe seguire Cristo che muore, è sepolto e da lì risorge, come segno della fede nella resurrezione finale.
  • La Chiesa permette la cremazione purché non sia scelta:
    per motivi contrari alla dottrina della Chiesa sulla resurrezione o –per annullare definitivamente la persona, o per percorrere la tappa che porta alla reincarnazione o per realizzare la fusione dell’anima con l’universo.(Zaratustra)
  • Le ceneri devono essere conservate in luogo sacro cioè nel cimitero o, se è il caso, in una Chiesa o in un’area appositamente dedicata a tale scopo dalla competente autorità ecclesiastica.

In tal modo si riduce il rischio di sottrarre i defunti alla preghiera e al ricordo dei parenti e della comunità cristiana.

Per la stessa ragione la conservazione delle ceneri non è consentita nell’abitazione domestica. Sarebbe ciò consentito solo per circostanze gravi ed eccezionali dietro autorizzazione dell’autorità ecclesiastica (il Vescovo dopo aver sentito la conferenza episcopale). Comunque le ceneri conservate nelle abitazioni domestiche non possono mai essere divise tra vari nuclei familiari per il rispetto e la loro conservazione. Cosa possibile dopo la prima generazione.

  • Per evitare ogni tipo di equivoco panteista, naturalista o nichilista non è permessa la dispersione delle ceneri nell’aria, in terra o in acqua o in altro modo, né è consentita la conversione delle ceneri in ricordi commemorativi, in pezzi di gioielleria o in altri oggetti. Per procedere alla dispersione e alla conversione delle ceneri non valgono le ragioni economiche, sociali e economiche.

5)   In assenza di motivazioni contrarie alla dottrina cristiana la Chiesa, dopo la celebrazione delle esequie, accompagna la scelta della cremazione con apposite indicazioni liturgiche e pastorali avendo particolare cura di evitare ogni forma di scandalo o di indifferentismo religioso.

Se il defunto ha scelto la cremazione e la dispersione delle ceneri per ragioni contrarie alla fede cristiana, si devono negare le esequie a norma del diritto.

Appendice

A Novara hanno posto ai bus cittadini questa pubblicità di cattivo gusto e contraria alla fede cristiana: “Libera la tua anima, scegli la cremazione”. (Da credenti è meglio scrivere: “L’anima torni a Dio, le ceneri alla terra!”)

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