4 Novembre, festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate

Il 4 novembre 1918 entrava in vigore l’armistizio di Villa Giusti (Padova) con l’Impero austro-ungarico. L’accordo fu firmato a Padova il giorno prima, il 3 novembre 1918, dall’Impero austro-ungarico e l’Italia, che era alleata con la Triplice Intesa (il Regno Unito, la Francia e la Russia).

L’Italia – che prima di entrare in guerra era considerata vicina ad Austria e Germania e poi si dichiarò neutrale – si vide riconoscere il Trentino, l’Alto Adige, l’Istria e Trieste, ma non la Dalmazia e la Libia.

In ogni caso, il 4 novembre si celebra per questo la giornata dell’unità nazionale, anche se si va a lavorare lo stesso e non è un giorno segnato in rosso nel calendario.  Almeno oggi. Sì, perché fino al 1976 questo giorno era considerato festivo a tutti gli effetti. Poi, a seguito di una riorganizzazione del calendario, si cominciò a festeggiare la giornata dell’unità nazionale e delle forze armate nella prima domenica di novembre.

Sarà il presidente Carlo Azeglio Ciampi a ricongiungere la Festa dell’Unità Nazionale alla Giornata delle Forze Armate, restituendo al patriottismo repubblicano l’orgoglio dei suoi simboli e ridando centralità all’art. 52 della costituzione, dove si legge che “La difesa della patria è sacro dovere del cittadino. Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge. Il suo adempimento non pregiudica la posizione di lavoro del cittadino, né l’esercizio dei diritti politici. L’ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica”.

Come ogni anno, il 4 novembre il presidente della Repubblica e le altre alte cariche dello Stato visitano la tomba del Milite Ignoto, che ricorda tutti i soldati morti in guerra e mai identificati, all’Altare della Patria di Roma.

Il Presidente Mattarella, in occasione della consegna delle decorazioni dell’ordine militare d’Italia, ha sottolineato quanto questa festività rappresenti “una data ricca di significato, tesa a suggellare l’unità faticosamente raggiunta dall’Italia e il valore del contributo alla vita nazionale, e, oggi, anche internazionale, delle Forze Armate.”

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Gabriele Pasca

Giornalista, anche sportivo. Interista, zapatista, pessimista e tante altre cose in -ista. Classe 1992, studente di giurisprudenza. Leccese ma anche modenese. Insomma, tutto e niente.

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